Mimmo Rotella – Pompei

Mimmo Rotella

Nato con il nome di Domenico Rotella, è considerato uno dei protagonisti della scena artistica della seconda metà del XX secolo. La sua figura è legata al movimento del Nouveau Réalisme e della Pop Art internazionale.
Nato nel 1918 a Catanzaro da una famiglia della media borghesia, dopo aver ottenuto il diploma nel 1940, nel 1941 è chiamato alle armi. Nel 1943 lascia l’esercito e l’anno successivo ottiene il diploma di maturità artistica a Napoli. Tra il 1944 e il 1945 insegna disegno e calligrafia a Catanzaro. Nel 1945 si trasferisce a Roma dove frequenta la giovane avanguardia costituita dagli esponenti del Gruppo Forma 1.

Mimmo Rotella - Pompei

Pompei è la serie di oggetti di arredamento nati dalla collaborazione tra l’ufficio marketing di Plana e il noto artista giapponese Kō Isao Yajima e successivamente sovrappitturati dal Maestro Mimmo Rotella durante una performance realizzata in occasione dell’evento grandesign a Pesaro. Gli oggetti sono pezzi unici realizzati in legno di faggio naturale nei colori “Pompei” e nero ebanizzato.

Ad accogliere i segni della pittura di Mimmo Rotella è stato il design raffinatissimo di Kō Isao Yajima. Sulle superfici dei suoi mobili, che sembrano rievocare sia l’essenzialità rigorosa che la magia simpatetica della cultura zen, Mimmo Rotella ha tracciato scritture di segni mobili e guizzanti, eccitati dalla fluorescenza delle vernici alla nitro. Corrispondendo in pieno alla cultura e alla logica orientale del design, l’artista ha, con la massima immediatezza e altrettanta concentrazione, disposto i segni sull’oggetto, come se si trattasse si arredare un acquario di alghe e piccoli pesci.
Contenitore e contenuto sono così entrati in perfetta simbiosi, il rapporto tra design e pitture si è risolto nei termini di un’accoglienza ospitale e di un piacevole soggiorno. Ma se per sinestesia ci spostiamo dalla dimensione visuale-spaziale a quella acustica, i segni di Rotella assomigliano piuttosto alle trascrizioni grafiche di suoni e vibrazioni emesse dall’oggetto, al quale l’artista sembra voler affidare la rivisitazione di quei suoi poemi “astratto-fonetici” elaborati alla metà degli anni ’50, quando, tra i primi in Italia, comprese il valore della poesia futurista. E del resto proprio futuriste sono le origini del moderno mobile sovrappitturato, almeno in Italia, inventato e variamente interpretato da Giacomo Balla e Fortunato Depero.”
Francesco Orsolini, tratto da “Il tempo dei segni”, catalogo realizzato da Plana in collaborazione con Denis Curti.

I mobili sovrappitturati sono stati oggetto della mostra “Il tempo dei segni” del 1993 alla Galleria Ammiraglio Acton di Milano.

Le interpretazioni fotografiche nell’articolo sono di Enrico Ricciardi

Dettagli progetto

Evento: grandesignEtico
Location: Pesaro, Italia
Anno: 1993

Collaboratori: Mimmo Rotella, Ko Isao Yajima, Enrico Ricciardi